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  L'IMPORTANZA DELL'AVIAZIONE GENERALE: IL CASO ABRUZZO
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Perchè avere un aeroporto vicino è utile in caso di emergenze.
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Una volta di più il nostro Paese è ha subito la forza della natura: nella notte fra il 5 e il 6 Aprile scorso la città dell’Aquila e i paesi più vicini sono stati sconvolti da un violento terremoto che ha distrutto numerose abitazioni e infrastrutture. Anche l’aeroporto di Preturo è stato danneggiato.
A riprova del valore incommensurabile di una struttura aeroportuale anche minore prendiamo atto con piacere di alcuni semplici fatti avvenuti a seguito di questa triste occasione. Il giorno stesso dell’evento alcuni tecnici dell’Aeronautica Militare hanno prontamente “occupato” l’aeroporto (in realtà un bell’Aeroclub, ma poco più) riparandone le strutture (fortunatamente non gravemente danneggiate) e, in poche ore, lo hanno rimesso in funzione. Sul campo l’ENAV ha portato una piccola torre di controllo mobile completa di stazione meteo per l’assistenza al traffico dei soccorsi. Da quel giorno in avanti elicotteri dell’Aviazione dell’esercito, dell’Aeronautica Militare del 118 e quant’altro oltre che aeroplani dell’AMI fra cui i nuovi C 27 “Spartan” stanno portando soccorso alle popolazioni della zona
Tutto questo avviene con buona pace di coloro che vanno affermando a destra e a sinistra che in Italia ci sono “troppi aeroporti” e che quelli in esubero o, addirittura “inutili” vanno chiusi, magari per fare spazio alle cose più fantasiose come un parchi pubblici, ippodromi, piste di kart o quant’altro …; normalmente tutte iniziative dietro alle quali si celano la speculazione edilizia e l’interesse personale di gruppi di potere che nulla hanno a che vedere con la natura ed il bene dei cittadini.
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Qualche riflessione sulla politica...
Il Ministro Brunetta (almeno da quanto si deduce dai giornali) giustifica certe affermazioni, con l’onestà intellettuale che lo contrassegna, affermando che i molti aeroporti italiani costano un sacco di soldi e non offrono un ritorno in termini di servizio e di utilizzo.
Giusto; nulla da dire sull’inutilità di certi costi. Tuttavia, vorremmo fare presente che i nostri aeroporti costano molto di più degli equivalenti aeroporti esteri solo e unicamente perché siamo noi a farli costare tanto … o meglio, perché la politica li sta intenzionalmente facendo costare molto più del necessario avendoli considerati serbatoi di voti da ottenere con la distribuzione di posti di lavoro in cui non si lavora!
Vogliamo qualche esempio? Sapete quanti sono i dipendenti di Cuneo, Montichiari, Parma, Salerno Pontecagnano, Rimini, Siena (solo per citarne qualcuno)… che di voli regolari con passeggeri ne vedono proprio pochi ? Abbozzate il costo di ognuna di queste strutture in base al numero dei loro dipendenti. Per uno di questi aeroporti servono almeno: a) gli addetti al servizio antincendio (il nostro è l’unico Paese al mondo che ne prevede l’obbligo anche per i piccoli aeroporti) 2) gli addetti al servizio AFIS dell’ENAV 3) gli addetti ai controlli di sicurezza (trattandosi di aeroporti formalmente commerciali servono sia le apparecchiature che il personale) 4) gli addetti ai servizi vari (trattandosi di aeroporti formalmente commerciali, spesso è vietato camminare sui piazzali, dunque servono pulmini vari per il trasporto dei passeggeri etc.) 5) gli addetti alla manutenzione 6) i dirigenti che fanno “funzionare” il sistema etc. … ci viene riferito che a Salerno l’aeroporto ha ben 60 dipendenti per nessun volo commerciale, che Cuneo ne ha 42, che a Rimini qualche settimana fa, all’arrivo di un monomotore privato il pilota è stato “avvicinato” da almeno una dozzina di personaggi … ovviamente tutta questa gente va pagata e, conseguentemente i bilanci delle relative società di gestione sono in perdita … e prima o poi andranno ripianati con denari pubblici.
Altrettanto ovviamente i gestori di questi aeroporti hanno in uggia l’Aviazione Generale che si rifiuta di pagare il conto delle loro vanità e, conseguentemente, fanno di tutto per osteggiarne l’arrivo imponendo limitazioni al traffico non offrendo la possibilità di fare rifornimento limitando l’accesso all’aeroporto.
Dunque, giustamente, l’On Brunetta dichiara che questi aeroporti vanno chiusi! Ma, diciamo noi, anziché chiuderli non sarebbe più semplice mandare a casa i gestori e fare come all’estero dove un aeroporto come quello d St. Moritz (CH) o come quello di St. Tropez (F) vengono gestiti in toto da 3, massimo 4 persone ?
Come è possibile, vi chiederete ? E’ facile … non ci sono addetti al servizio antincendio … i pompieri arrivano, nel caso, in presenza di un volo commerciale, 20 minuti prima dell’arrivo del volo e se ne vanno dopo la sua partenza … il conto è a carico della Compagnia Aerea, l’addetto alle comunicazioni radio si occupa anche del rifornimento di carburante, della fatturazione dei vari servizi, piano di volo e briefing meteo sono fatti utilizzando un apposito terminale internet, i controlli di sicurezza sono implementati unicamente in presenza di un volo regolare con l’arrivo di un poliziotto appositamente addestrato alla bisogna. Così nei piccoli aeroporti di Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna si può arrivare ed andarsene senza limitazione di orario, a volte addirittura senza incontrare l’addetto, pagando costi per l’uso dell’infrastruttura bassissimi e senza lasciarne una montagna a carico delle comunità locali o, peggio, dello Stato come avviene da noi. Chissà se mai riusciremo a far capire agli italiani la nostra posizione e a fare si che anche da noi gli aeroporti siano protetti, anzi, incoraggiati, come avviene nel resto del mondo anziché osteggiati per pura ignoranza ?
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AOPA Italia Stefano Marchesin